La Summer of Love del cemento livornese, nella quale si uniscono retoriche della rigenerazione urbana e concreti interessi edilizi in via Goito, ci regala forse un conflitto di interessi che riguarda in prima persona l’assessora Viviani? La vicepresidenza comune presso In/Arch di Stefano Frangerini e Silvia Viviani alimenta questo conflitto di interessi? Come già per le analisi sull’impatto ambientale dell’eventuale costruzione via Goito e per l’inchiesta sull’economia del consumo di suolo che si annida nel piano operativo, abbiamo cercato una persona specializzata, in questo caso in ambito giuridico-amministrativo, che ci ha offerto gratuitamente, come le altre, un’analisi del problema. Le risposte sono chiare: il conflitto di interessi dell’assessore all’Urbanistica è un problema che esiste e riguarda il presente e, soprattutto, il futuro. E’ bene quindi chiarire una cosa: la nostra testata è culturalmente, prima ancora che politicamente, garantista. Un dossier non è il pretesto per chiedere condanne sommarie ma è lo strumento politico per aprire una discussione seria sull’impatto ambientale di via Goito, sulla traiettoria che ha preso l’economia implosiva del consumo di suolo a Livorno, su come funziona concretamente l’edilizia in città. Finora non abbiamo ricevuto risposte sia dai partiti di governo che dall’amministrazione, e le nostre analisi erano documentate, anche se siamo qui per qualsiasi confronto. Le risposte le abbiamo avute, invece, dalla cittadinanza in termini di ascolto e di suggerimenti tecnici. Infine un’ultima cosa: l’assessora Viviani ha definito l’appello di 200 insegnanti e ricercatori per la salvaguardia di via Goito come un documento fatto da “persone non informate”.  Ecco cara assessora, guardi, come insegnanti e ricercatori, quanto siamo, invece, informati. E in democrazia l’informazione è tutto.

(redazione)

Inquadramento Generale

La presente indagine decostruisce il reticolo di relazioni organiche, corporative e amministrative che connette il vertice politico del governo del territorio del Comune di Livorno — l’Assessora a Urbanistica, PNRR e Rigenerazione Urbana, Arch. Silvia Viviani — e il principale soggetto privato aggiudicatario della trasformazione edilizia dell’area degli orti urbani di via Goito (Ambito AT.03), l’imprenditore edile Dott. Stefano Frangerini (Frangerini Impresa S.r.l.). Il baricentro materiale di questo asse si colloca a Firenze, in via Valfonda 9, presso la sede istituzionale di Confindustria Toscana e di ANCE Toscana (l’Associazione Nazionale Costruttori Edili). In questo indirizzo ha sede legale e operativa la sezione regionale di In/Arch (Istituto Nazionale di Architettura), ente di diritto privato all’interno del quale l’amministratrice pubblica e il costruttore condividono ininterrottamente da oltre quattro anni la governance esecutiva.

1. Anatomia di In/Arch Toscana: governance, sede e il caso Menichini

Fondato nel 1959 da Bruno Zevi, l’In/Arch (Istituto Nazionale di Architettura) nasce storicamente per favorire il raccordo tra cultura del progetto, committenza e forze della produzione edilizia. A differenza di istituti scientifici o disciplinari puri, come l’INU, In/Arch è strutturalmente un’associazione mista pubblico-privata: al suo interno siedono ordini professionali, università e, con un ruolo logistico e di rappresentanza trainante, l’ANCE, che ne ospita le sedi regionali e ne esprime le vicepresidenze economiche sul territorio nazionale. Tra le linee di intervento previste dalla prassi statutaria dell’ente figura proprio l’interlocuzione politico-amministrativa, volta a fornire contributi, linee guida e proposte agli enti locali sui temi del governo del territorio, delle semplificazioni procedurali e della rigenerazione urbana. Per statuto, l’Istituto funge da raccordo e camera di compensazione tra progettisti, imprese esecutrici e istituzioni pubbliche, affiancando a tale ruolo compiti culturali di valorizzazione e formazione professionale.

La sezione In/Arch Toscana viene formalmente costituita il 28 febbraio 2022, eleggendo domicilio proprio presso la sede di ANCE Toscana in via Valfonda 9 a Firenze. All’atto di fondazione, l’assemblea associativa elegge il primo vertice direttivo: l’Arch. Daniele Menichini in qualità di Presidente (all’epoca figura apicale dell’architettura toscana e già presidente dell’Ordine degli Architetti di Livorno), la Dott.ssa Silvia Viviani come Co-Vicepresidente (indicata formalmente negli atti associativi e nelle comunicazioni esterne come espressione del «Comune di Livorno») e il Dott. Stefano Frangerini come Co-Vicepresidente (designato in rappresentanza economica di «ANCE Toscana»).

Questo assetto evidenzia una prima rilevante anomalia: l’Assessora all’Urbanistica del Comune di Livorno assume la vicepresidenza di un’associazione privata ospitata presso l’ANCE (ente che figura tra i principali sostenitori istituzionali ai sensi degli articoli 4, 14 e 15 dello statuto dell’ente), condividendo il vertice con Frangerini, esponente diretto dell’associazione costruttori e titolare di una delle principali imprese edili operanti proprio sul territorio amministrato da Viviani.

Emerge quindi un primo problema: l’assessora Silvia Viviani è vicepresidente di una associazione (In-Arch) finanziata da ANCE (socio sostenitore secondo art 4-14-15 statuto), di cui Frangerini è espressione diretta, co-vicepresidente, che opera nella stessa città dove Viviani fa l’assessora.

A chiarire il contesto all’interno del quale ha preso forma la sezione toscana interviene la vicenda giudiziaria di Daniele Menichini. Nel luglio 2024, a seguito dell’insediamento del nuovo consiglio dell’Ordine degli Architetti di Livorno guidato da Marco Niccolini, viene depositata una formale querela per gravi ammanchi contabili relativi alla gestione precedente. Nell’ottobre 2024 la Guardia di Finanza esegue nei confronti di Menichini un sequestro preventivo per equivalente per 237.681 euro. La vicenda si conclude in primo grado il 14 maggio 2026, quando il Tribunale di Livorno condanna con rito abbreviato Daniele Menichini alla pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione per peculato, truffa aggravata e malversazione di erogazioni pubbliche, accertando la distrazione di oltre 200.000 euro dalle casse dell’ente pubblico professionale.

Sul piano rigorosamente giuridico si impone una netta distinzione: i fatti penalmente accertati a carico di Menichini riguardano in via esclusiva la sua pregressa gestione dei conti dell’Ordine professionale labronico e non coinvolgono penalmente né In/Arch Toscana né i suoi vicepresidenti. Ciò premesso, il dato assume un rilievo etico e istituzionale ineludibile: l’Assessora all’Urbanistica di Livorno ha fondato e co-diretto un organismo privato insediato presso l’associazione dei costruttori insieme a un presidente successivamente condannato per reati contro la Pubblica Amministrazione, operando al contempo a stretto contatto con il principale costruttore privato cittadino.

In seguito allo sviluppo delle indagini giudiziarie su Menichini, la carica di Presidente regionale di In/Arch Toscana è passata all’Arch. Marco Del Francia, storico dell’architettura e già membro del direttivo originario. Tuttavia, mentre la figura di garanzia culturale è stata avvicendata per evidenti ragioni di opportunità, l’asse esecutivo materiale è rimasto inalterato: sia Silvia Viviani sia Stefano Frangerini risultano confermati nel ruolo di Co-Vicepresidenti di In/Arch Toscana. Sebbene una nota biografica sul portale INU attribuisca a Viviani la presidenza a partire dal maggio 2024, gli atti associativi e le cariche formali registrate nel 2026 confermano la continuità della presidenza Del Francia e la permanenza congiunta di Viviani e Frangerini al vertice associativo.

La consonanza programmatica tra l’amministrazione e i vertici di In/Arch ha trovato una precisa manifestazione pubblica il 14 settembre 2023, in occasione del convegno tenutosi a Livorno dal titolo «La questione del riuso. Uso transitorio degli spazi e rigenerazione». I lavori dell’evento furono aperti e coordinati dall’allora Presidente Daniele Menichini, mentre le relazioni cardine videro intervenire, formalmente appaiati con il medesimo titolo associativo, Silvia Viviani (Assessore Urbanistica Comune di Livorno / Vicepresidente In|Arch Toscana) e Stefano Frangerini (ANCE Toscana / Vicepresidente In|Arch Toscana). Il tema trattato in quella sede — la gestione mediante «usi transitori e temporanei» delle aree urbane in attesa di trasformazione definitiva — ha anticipato l’impostazione procedurale spesa nel dibattito pubblico per accompagnare il progetto edificatorio di via Goito. Tale convergenza trova oggi un riscontro documentale nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) del Comune di Livorno, dove l’obiettivo strategico operativo D120_04_PIAO («Sperimentazione e diffusione usi transitori e temporanei») risulta incardinato all’interno del Settore Urbanistica, guidato politicamente da Silvia Viviani

2. Il profilo giuridico del conflitto di interessi: cronologia, asimmetrie e obblighi di astensione

Per rendere questa inchiesta metodologicamente solida, occorre distinguere analiticamente la fase genetica di adozione del Piano Operativo (2023) dalla fase attuativa successiva all’asta giudiziaria (2026).

Viviani 1

La valutazione dei profili di conflitto d’interessi richiede una netta scansione temporale tra la fase di adozione del Piano Operativo e la successiva aggiudicazione dell’area contesa.

Nella fase di adozione del Piano Operativo da parte del Consiglio Comunale, avvenuta nel luglio 2023 con Delibera C.C. n. 160/2023, Stefano Frangerini non risultava titolare di diritti reali o obbligatori sul compendio di via Goito, bene che si trovava ancora assoggettato a pignoramento nella procedura fallimentare. Non si configurava dunque in quel momento una violazione diretta dell’obbligo di astensione patrimoniale ex art. 78, comma 2 del TUEL sulla proprietà specifica. Ciononostante, la contemporanea permanenza nel vertice ristretto di In/Arch tra l’Assessora estensore delle linee del piano e l’esponente di spicco dell’ANCE ha istituito una tangibile asimmetria conoscitiva e affinità d’intenti: l’operatore privato potenzialmente poteva valutare l’asta giudiziaria e conoscere in dettaglio l’assetto conformativo impresso alla scheda AT.03, la perimetrazione dello Studio di Incidenza e le facoltà premiali legate all’Edilizia Residenziale Sociale disciplinate dall’art. 74 delle Norme Tecniche di Attuazione.

Il contesto normativo si è però modificato in modo sostanziale con l’esito della gara telematica del Tribunale di Livorno a fine giugno 2026, quando Frangerini Impresa S.r.l. si è resa aggiudicataria provvisoria dell’Ambito AT.03 per la cifra di 1,16 milioni di euro, aprendo la fase di deposito del saldo prezzo propedeutica alla futura emissione del decreto di trasferimento del giudice dell’esecuzione. Da questo momento, Frangerini non è più soltanto un rappresentante corporativo della filiera edile, ma la controparte contrattuale ed economica che dovrà sottoporre all’amministrazione comunale il Piano Urbanistico Attuativo (PUA), richiedere i titoli abilitativi ed eventualmente convenzionare le quote di ERS. Controparte e co-vicepresidente dell’assessore all’urbanistica: un ruolo politicamente e giuridicamente insostenibile.

Questa condizione attiva precise prescrizioni dell’ordinamento amministrativo e del diritto anticorruzione. In primo luogo, l’Art. 6-bis della Legge n. 241/1990 prescrive che il responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare pareri, valutazioni tecniche, atti endoprocedimentali o il provvedimento finale debbano astenersi in caso di conflitto di interessi, anche soltanto potenziale. L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC, Delibera n. 1201/2019 e Linee Guida n. 15) ha chiarito che il conflitto potenziale si materializza ogniqualvolta la cointeressenza o la condivisione di cariche direttive in associazioni o organismi esponenziali con un operatore privato leda l’apparenza oggettiva di terzietà e imparzialità dell’amministrazione prescritta dall’art. 97 della Costituzione.

A ciò si saldano le prescrizioni degli Artt. 6 e 7 del D.P.R. n. 62/2013 (Codice di comportamento dei pubblici dipendenti e amministratori), che impongono l’obbligo di astensione da decisioni o attività istruttorie che possano coinvolgere interessi di organizzazioni o associazioni di cui l’amministratore sia dirigente o amministratore, ovvero di soggetti con i quali intercorrano rapporti di frequentazione assidua o collaborazione continuativa. Ne discende un preciso limite operativo: per preservare la legittimità degli atti e scongiurare vizi di eccesso di potere per sviamento, l’Assessora Silvia Viviani ha il dovere formale di astenersi da qualsivoglia atto di indirizzo politico, approvazione o negoziazione concernente il PUA e le convenzioni di via Goito, mentre la dirigenza e gli uffici tecnici del Settore Urbanistica sono tenuti ad assicurare una rigorosa e autonoma terzietà istruttoria, esente da condizionamenti politici. Può un comune essere governato a questo modo? Non sono politicamente più opportune le dimissioni?

Allo stesso modo, il richiamo all’Art. 78, comma 2 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL) impone agli amministratori locali l’obbligo di astenersi dalla discussione e dal voto su delibere che investano interessi propri o di enti e organismi di cui siano amministratori o legali rappresentanti qualora sussista una correlazione immediata e diretta. Nel caso in cui il PUA di via Goito o eventuali varianti puntuali approdassero al vaglio della Giunta Comunale, l’Assessora Viviani dovrà comunque formalizzare a verbale la propria totale astensione dalla seduta per evitare l’impugnabilità dell’atto deliberativo dinanzi al TAR della Toscana.

3. Il Settore PNRR e gli appalti comunali: indirizzo politico e gestione dirigenziale

L’intersezione tra le deleghe assessorili attribuite a Silvia Viviani e le commesse eseguite dall’impresa di Frangerini si estende al comparto delle opere pubbliche. Nel secondo mandato amministrativo avviato nel 2024, Viviani ha assunto le deleghe a Urbanistica e Gestione del Territorio, Interventi Strategici e Rigenerazione Urbana, Edilizia Privata e Coordinamento Attuativo delle opere PNRR. Consultando l’Albo Pretorio e la sezione Trasparenza del Comune di Livorno, la società Frangerini Impresa S.r.l.u. risulta assegnataria diretta o esecutrice in raggruppamento di interventi comunali, tra i quali figurano la Determina Dirigenziale n. 01225 del 16/02/2024 per manutenzioni e riqualificazioni impiantistiche, la Determina Dirigenziale n. 03047 dell’11/04/2024 legata ai fondi PNRR della Missione 5 (Inclusione e Coesione), nonché appalti su presidi sportivi comunali legati alla medesima linea di finanziamento europeo.

Sotto il profilo amministrativo, in ottemperanza al principio di separazione tra politica e gestione stabilito dall’art. 4 del D.Lgs. 165/2001 e dall’art. 107 del TUEL, la sottoscrizione dei bandi, delle determine di affidamento e dei relativi certificati di pagamento compete ai dirigenti tecnici di settore e non all’organo politico. Tuttavia, sul piano dell’opportunità istituzionale e della vigilanza pubblica si manifesta una situazione chiaramente inopportuna: la rappresentante dell’organo politico preposto alla pianificazione generale delle risorse PNRR e alla rigenerazione urbana condivide da anni una carica di vertice all’interno di un’associazione privata con il titolare dell’impresa locale che tali progetti è chiamata a eseguire.

L’assetto del Consiglio Direttivo di In/Arch Toscana, ospitato presso ANCE in via Valfonda, si struttura difatti come una cerniera istituzionale in cui convivono la regolazione delle norme urbanistiche impersonata da Viviani, la capacità operativa del mondo dei costruttori rappresentata da Frangerini, il raccordo con la comunicazione di settoree il contributo dottrinale sulle procedure di partenariato pubblico-privato . Questo quadro relazionale rende fortemente debole la tesi dell’inconsapevolezza avanzata dall’amministrazione comunale in merito all’interesse economico sul comparto di via Goito, posto che le dinamiche di trasformazione urbana della città venivano discusse all’interno del medesimo organismo associativo.

4. Il profilo professionale di Silvia Viviani e il nodo della trasparenza amministrativa

La rilevanza della condotta amministrativa va commisurata all’esperienza e alla caratura tecnica di Silvia Viviani, già Presidente Nazionale dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) dal 2013 al 2019, componente della Commissione Politiche Abitative e Urbanistica di ANCI nazionale, nonché membro degli organi direttivi di ANCSA. Un profilo istituzionale di tale livello presuppone la piena padronanza del quadro normativo relativo alla prevenzione della corruzione, ai doveri di condotta dei pubblici amministratori e agli obblighi di pubblicità patrimoniale.

La questione della trasparenza si articola attorno a una discrepanza documentale. Nella biografia ufficiale pubblicata sul portale nazionale dell’INU, Silvia Viviani attesta formalmente di essere stata eletta nel marzo 2022 alla vicepresidenza di In/Arch Toscana «in qualità di rappresentante del Comune di Livorno». Tuttavia, dalle verifiche eseguite presso gli archivi dell’Albo Pretorio e della sezione Amministrazione Trasparente del Comune di Livorno, ai sensi dell’art. 14, comma 1, lettere d) ed e) del D.Lgs. n. 33/2013, l’incarico direttivo ricoperto in In/Arch Toscana non risulta menzionato nel Curriculum Vitae protocollato e pubblicato agli atti dell’ente, né risulta dichiarato nei Modelli E relativi alle variazioni patrimoniali e all’assunzione di altre cariche sottoscritti dall’Assessora.

Tale circostanza pone un duplice profilo di conformità da rimettere alle verifiche del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) e dell’ANAC. Da un lato, l’omessa o incompleta pubblicazione di incarichi direttivi o cariche assunte presso enti di diritto privato configura una fattispecie soggetta a vigilanza e a eventuale diffida o sanzione ai sensi degli articoli 14 e 47 del D.Lgs. 33/2013. Dall’altro, si rileva una contraddizione sul titolo di rappresentanza: l’attribuzione della qualifica di rappresentante dell’ente locale presso un organismo esterno esige, ai sensi dell’art. 50, comma 8 del TUEL, un formale decreto sindacale di nomina o designazione, atto che non risulta reperibile agli atti comunali. Se tale atto formale non sussiste, l’indicazione di una rappresentanza istituzionale presso un’associazione privata co-insediata con ANCE merita un chiarimento formale, mentre se l’adesione è avvenuta a titolo personale l’assenza della carica nei moduli della trasparenza costituisce una carenza dichiarativa da regolarizzare.

Viviani 2

Quadro di sintesi

La disamina condotta sull’asse Livorno-Firenze evidenzia una sovrapposizione tra la sfera del controllo e della pianificazione pubblica e quella dell’interesse economico privato. La condivisione continuativa di cariche direttive in In/Arch Toscana tra l’Assessora Viviani e l’imprenditore Frangerini, le iniziative pubbliche congiunte e le carenze nei depositi di trasparenza compongono un quadro fattuale che impone la massima attenzione procedurale. Con l’avvio della fase esecutiva su via Goito a seguito dell’aggiudicazione provvisoria dell’area, la rigorosa e formale astensione dell’Assessora Viviani da ogni passaggio deliberativo o istruttorio concernente l’Ambito AT.03 si pone come presupposto indispensabile per garantire la terzietà dell’amministrazione e prevenire profili di illegittimità o censure davanti agli organi giurisdizionali e contabili. Certo, il presupposto politicamente più consono sono le dimissioni ma è chiaro che ci sono fondati dubbi sul fatto che la Viviani possa operare, politicamente e amministrativamente, come fino ad adesso.

indagine raccolta ed editata per Codice Rosso da nlp