Riflessioni tossiche sul Fediverso.
Settima puntata.
Proseguo questi monologhi che raccontano, quasi come un diario, la mia esperienza nel Fediverso.
Oggi proseguirò la mia riflessione sul Fediverso che sogno.
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«Costruiamo noi il Fediverso che ci piace», ho scritto qualche tempo fa, e facciamolo innanzitutto scegliendo un'istanza che ci somigli. Ho raccontato come, proprio in quest'ottica, oltre a questo account in Poliversity.it in cui rifletto su giornalismo, didattica e Fediverso, per i miei post più personali ho scelto di creare un secondo account nella nuova istanza generalista Social.Umoja.it.
L'esperienza di questi giorni in Umoja mi sta facendo maturare il desiderio di un'ideale evoluzione del Fediverso in direzione di tante nuove istanze medio / piccole, senza che le attuali istanze enormi crescano ulteriormente.
Ecco, questa è l'idea di Fediverso che mi si va formando: una miriade d'istanze che abbiano al massimo un paio di centinaia di utenti. Istanze monoutenti, istanze con qualche decina di utenti, una collezione di piccole e medie istanze Mastodon come la lussuosa Poliversity, la romana Puntarella, la serissima Cisti, e poi Devianze, Stereodon, e che meraviglia Bologna.one, e poi che amore Snowfan.it, che carina Senigallia.one, eccetera... fino alla neonata Umoja.
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Dimentico qualcuno? La mia tossicità mi sta facendo volutamente dimenticare le istanze enormi. C'è chi invece mi fa notare che le istanze enormi, quelle che possono sciorinare numeri a quattro o più cifre, quelle che costa caro mantenere e che di conseguenza chiedono continuamente offerte, non potranno mai mancare. Infatti, proprio come avviene nelle città, esistono persone che impazzirebbero se dovessero rinunciare a cemento, smog, movida, locali notturni illuminati a giorno, bar diurni ombrosi e asettici. Se a queste persone proponi una tranquilla vita in provincia, ti vedono come un pazzo.
Proprio come un pazzo, io qui nella “provincia” mi trovo bene. Da qui riesco a lavorare a un'idea di Fediverso che è molto differente rispetto a quella dei cultori delle “grandi città”.
Pazzo sono io, e pazzo è probabilmente @juliandv, in quanto ha fatto la pazzia di scegliere me, account bannato perché tossico, e promuovermi a moderatore della sua Umoja della quale mi sto appassionando.
È ancora piccola Umoja, ma crescerà, chissà, forse perfino un po' con il mio aiuto.
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Come sempre concludo con gli hashtag che voglio appiccicare a questo post: #riflessionitossiche, #Fediverso, #Umoja. E cito la comunità @fediverso perché è moderata dallo stesso admin dell'istanza in cui mi trovo.
Arrivederci alla prossima Riflessione Tossica.