La vittoria del Campionato Mondiale di Formula 1 ottenuta in Messico dal giovane pilota bolognese Andrea Kimi Antonelli, ha riportato alla memoria il suo predecessore italiano Alberto Ascari, che ha avuto una carriera straordinaria, con due titoli mondiali di Formula 1 nel 1952 e 1953 e un totale di 13 vittorie in Gran Premi.

Tra i momenti salienti, spiccano le sue sei vittorie consecutive nel 1952 e il suo legame con Enzo Ferrari, che ha segnato un’epoca d’oro per il motorsport italiano.

Ascari nacque a Milano il 13 luglio 1918. Figlio di Antonio, un famoso pilota degli anni '20, cresce in un ambiente legato alle corse. A soli sette anni, perde il padre in un incidente durante il Gran Premio di Francia del 1925. Inizia a correre nel 1940, ed il suo debutto in Formula 1 avviene nel 1950 con la Scuderia Ferrari, con la quale vince due titoli mondiali consecutivi nel 1952 e nel 1953, diventando il primo pilota a farlo con l’auto del Cavallino Rampante.

Nel 1954, Ascari lascia Ferrari per unirsi alla Lancia. Il 22 maggio 1955, durante il Gran Premio di Monaco, perde il controllo della sua Lancia D50 e finisce in mare, ma riesce a salvarsi. Quattro giorni dopo però, il 26 maggio 1955, mentre prova una Ferrari a Monza, subisce un incidente mortale. La “Variante Ascari” dell’Autodromo Nazionale Monza è intitolata a lui, in onore della sua carriera ed in ricordo della sua tragica fine.

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