E se Binance fosse una banca, saremmo più tutelati?

Il caso Binance con il furto di questi giorni di criticare solleva due domande che vanno oltre la sicurezza informatica.

Se Binance fosse stata una banca, sarebbe cambiato qualcosa?

Probabilmente sì. Le banche europee sono sottoposte a vigilanza, requisiti patrimoniali e obblighi di resilienza informatica. I depositi ammissibili sono garantiti fino a 100.000 euro.

Naturalmente, nessuna regolamentazione impedisce tutti gli attacchi. Ma può ridurne le conseguenze per i risparmiatori.

La seconda domanda è ancora più interessante.

Per contrastare il furto, emittenti come Tether e Circle hanno congelato miliardi di dollari in criptovalute.

Una buona notizia, certamente.

Ma se un'azienda può bloccare i fondi di un criminale, tecnicamente può bloccare anche quelli di un dissidente politico.

Dipende da chi decide, in base a quali regole e con quali possibilità di ricorso.

Siamo partiti dalle criptovalute per liberarci degli intermediari finanziari. Ora scopriamo che alcuni intermediari possono esercitare poteri molto simili a quelli delle istituzioni tradizionali, senza necessariamente offrire le stesse garanzie.

Forse la vera innovazione non consiste nell'eliminare gli intermediari, ma nel rendere verificabile e contestabile il loro potere.

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