La povertà non è uno scherzo. E nemmeno chiedere che le grandi fortune contribuiscano di più.
A Omnibus, su La7, Francesca Romana D’Antuono parla di salari insufficienti, affitti sempre più insostenibili e tassazione dei grandi patrimoni. Eppure, Massimo Garavaglia, senatore della Lega, e Fabio Dragoni, giornalista di Libero, sembrano trovare la questione molto divertente.
Peccato che nel 2025, secondo l’ISTAT, in Italia 5,4 milioni di persone vivessero in povertà assoluta. E che, nel primo trimestre del 2026, i salari reali fossero ancora inferiori del 6,1% rispetto al 2021, secondo l’OCSE.
Di tasse sulla ricchezza si può e si deve discutere, confrontandosi su soglie, aliquote ed efficacia delle misure. Ma chiariamo una cosa: non stiamo parlando di tassare la casa ereditata dai nonni, bensì di chiedere un contributo maggiore a chi possiede patrimoni enormi, per finanziare servizi pubblici, contrastare le disuguaglianze e alleggerire il carico fiscale su chi vive del proprio lavoro.
Non siete d’accordo? Benissimo, allora rispondete nel merito. Perché mentre voi ridete, milioni di persone fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. E qui non c’è proprio niente da ridere.
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Si parla di povertà: ma come si fa a ridere?
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