Monza, Estorre Visconti torna al Museo del Duomo: lo studio sulla mummia racconta vita e morte del condottiero

La mummia di Estorre Visconti (1346 – 1413), figlio di Bernabò e signore di Monza morto il 7 gennaio del 1413 durante l’assedio della città briantea, ritorna a casa. Rimossa nell’ottobre 2023 dalla nicchia in cui era custodita nel chiostro del Duomo, la mummia in questi anni è stata sottoposta a uno studio multidisciplinare che ha coinvolto competenze antropologiche, radiologiche, medico-legali e conservative. I risultati scientifici saranno adesso parte del percorso di conoscenza proposto dalla nuova sezione dedicata a Estorre, in apertura al Museo e Tesoro del Duomo di Monza il 7 novembre 2026, con inaugurazione prevista alle ore 17.

La mummia di Estorre Visconti: come è stato studiato il corpo

Il progetto di ricerca è stato avviato per approfondire la storia biologica del reperto e individuare le modalità più appropriate per conservarlo. Le indagini sono state condotte presso l’IRCCS San Gerardo dei Tintori e il LABANOF, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Il corpo è stato esaminato attraverso diverse tecniche diagnostiche e documentarie: radiografie, tomografia computerizzata (TAC), endoscopia, istopatologia, fotografia ad alta definizione e scansione tridimensionale. Metodi complementari che hanno consentito di raccogliere informazioni sull’anatomia, sulle lesioni e sullo stato di conservazione senza ricorrere a interventi distruttivi estesi.

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Scudo inquartato “alla bisceglia e all’aquila”, con il biscione visconteo e l’aquila, simbolo del vicariato imperiale, pittura murale, 1445ca.; part. delle pitture murali degli Zavattari; Cappella di Teodolinda, Duomo di Monza.
© Museo e Tesoro del Duomo di Monza/foto Piero Pozzi

La possibilità di osservare contemporaneamente ossa e tessuti molli ha reso il caso particolarmente significativo. Della cute, dei muscoli e di alcuni organi si sono conservate porzioni sufficienti a consentire analisi che, in resti scheletrici ordinari, non sarebbero più possibili.

Lo studio ha così affrontato più questioni: quale fosse il profilo biologico dell’uomo, quali alterazioni fossero presenti nei tessuti, che cosa si potesse ricavare dalle lesioni e quali condizioni ambientali avessero favorito la conservazione naturale del corpo.

Perché la mummia è così ben conservata?

Deposto inizialmente in un sarcofago di pietra e successivamente fatto tumulare dalla sorella Valentina nel Duomo, il corpo mummificato del condottiero venne ritrovato a seguito di lavori nel 1711. La mummificazione di Estorre è stata di tipo naturale e il corpo ha mantenuto una quantità inconsueta di tessuti molli, ma le condizioni che hanno prodotto e favorito questa conservazione devono essere distinte dalle pratiche intenzionali di imbalsamazione.

Il microambiente in cui i resti sono stati custoditi per secoli può aver contribuito al processo. Anche la perdita di sangue associata al trauma mortale è stata indicata come un possibile elemento da considerare nella ricostruzione delle condizioni postmortali, sebbene non sia corretto attribuire a un solo fattore un processo che dipende da più variabili biologiche e ambientali.

Un uomo alto circa 178 centimetri, morto in età adulta

Le analisi antropologiche hanno delineato il profilo di un individuo di sesso maschile, con un’età stimata tra 43 e 66 anni. La statura ricostruita era di circa 177,5 centimetri, mentre il peso corporeo in vita è stato stimato intorno ai 73 chilogrammi. Nel complesso, i dati suggeriscono un uomo relativamente alto e di corporatura proporzionata.

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Corpo mummificato di Estorre Visconti, particolare.
© Museo e Tesoro del Duomo di Monza/foto Claudia Colzani

Lo scheletro è quasi completo e presenta un grado elevato di mineralizzazione. Le caratteristiche biologiche possono essere confrontate con le informazioni tramandate dalle fonti su Estorre Visconti, ma non bastano da sole a dimostrare l’identità del corpo.

La lesione alla gamba sinistra: il dato più rilevante delle indagini

Fra i risultati dello studio, il quadro traumatico dell’arto inferiore sinistro è uno degli elementi di maggiore interesse. Tibia, fibula e ossa del piede presentano fratture multiple e perdite di sostanza, con un danno articolare grave e un distacco parziale del piede.

La distribuzione delle lesioni è compatibile con l’applicazione di una forza elevata, il che sembra confermare quanto tramandato dalle fonti coeve secondo le quali Estorre, durante l’assedio di Monza posto dal Carmagnola, venne colpito da un proiettile lanciato da una catapulta.

Tuttavia in antropologia e medicina legale, il termine “perimortale” non significa automaticamente che la lesione abbia causato la morte, sebbene nel caso di Estorre, la gravità delle fratture rende plausibili conseguenze importanti: una lesione dei vasi sanguigni della gamba o del piede avrebbe potuto provocare una forte emorragia; il danno avrebbe inoltre compromesso la funzionalità dell’arto e reso più difficile allontanarsi dal luogo dello scontro o ricevere assistenza.

Fra le possibili conseguenze cliniche rientrano lo shock emorragico, cioè una condizione in cui la perdita di sangue compromette la circolazione e l’apporto di ossigeno agli organi, e altre complicazioni legate al trauma. Le lesioni possono essere compatibili con il racconto storico della morte di Estorre, ma la ricostruzione delle sue ultime ore richiede cautela.

La durata di un’eventuale sopravvivenza dopo il trauma non può essere stabilita con certezza sulla base di queste sole osservazioni. Il corpo conserva quindi tracce di un evento traumatico molto grave, mentre la ricostruzione precisa della dinamica e degli ultimi momenti di Estorre rimane una questione scientifica da affrontare attraverso il confronto fra ulteriori dati biologici e documenti storici.

Fuliggine nei polmoni e formazioni calcificate: indizi sulla salute

Le analisi non si sono concentrate soltanto sulle fratture. Uno speciale procedimento di reidratazione ha consentito di rendere nuovamente osservabili al microscopio campioni di cute, osso, cuore, fegato, vie aeree e polmoni.

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Grosso coniato a Monza al tempo di Estorre Visconti, tra il 1407 e il 1413.
© Museo e Tesoro del Duomo di Monza/foto Piero Pozzi

Fra i reperti descritti figurano depositi di fuliggine nei polmoni, compatibili con un’esposizione agli inquinanti prodotti dalla combustione. Nelle società preindustriali, focolari e fuochi utilizzati per riscaldare e illuminare gli ambienti potevano costituire fonti ricorrenti di fumo.

Nelle regioni toracica, addominale e pelvica sono state inoltre osservate formazioni calcificate di origine non ancora definita. Fra le possibili interpretazioni rientrano processi vascolari, infettivi o polmonari, ma non è possibile assegnare una diagnosi certa senza ulteriori esami.

Le analisi istologiche e chimico-fisiche potranno aiutare a chiarire la composizione e la natura di queste formazioni. Allo stesso modo, un ulteriore campo di indagine riguarda il materiale intestinale che potrebbe essersi conservato all’interno del corpo. Se i campioni disponibili risulteranno idonei, analisi naturalistiche, molecolari e genetiche potranno contribuire a ricostruire alcuni aspetti dell’alimentazione e della salute.

Conservare la mummia per continuare a studiarla

Lo studio scientifico è stato accompagnato da interventi dedicati alla conservazione del reperto. Chiodi, fili e una patina lucida documentano operazioni effettuate in epoche precedenti, quando il corpo era già oggetto di attenzione e cura.

Il restauro più recente ha previsto la stabilizzazione della mummia mediante materiali riconoscibili e reversibili, in modo da tutelare la sua integrità e rendere possibili futuri approfondimenti. Le analisi svolte in questi ultimi anni non costituiscono quindi un punto conclusivo. Gli approfondimenti istologici, chimico-fisici, tossicologici, genetici e microscopici potranno confermare, modificare o ampliare le interpretazioni attuali.

La mummia di Estorre è al tempo stesso una testimonianza storica e un reperto biologico fragile: conservarla significa proteggere non soltanto ciò che è possibile conoscere oggi, ma anche le informazioni che tecniche future potrebbero permettere di recuperare.

Dal laboratorio al Museo del Duomo: Estorre torna a Monza

I risultati delle indagini scientifiche si inseriscono nel progetto che porterà il corpo di Estorre in una nuova sezione del Museo e Tesoro del Duomo di Monza. L’inaugurazione è annunciata per il 7 novembre, con una presentazione del progetto alle ore 16 nella Sala del Rosone e l’apertura ufficiale alle ore 17.

La scelta della nuova collocazione è stata preceduta da un percorso di confronto con la cittadinanza. Il Museo aveva promosso un questionario per raccogliere le opinioni sulla destinazione dei resti: il 92% dei 740 partecipanti si è espresso a favore dell’esposizione nelle sale museali.

La decisione è stata accompagnata da una riflessione sulla musealizzazione dei resti umani e sulla necessità di rispettare tanto il valore storico del reperto quanto la sensibilità dei visitatori.

Il progetto dell’allestimento è stato affidato all’architetto Gianluca Gatto, già collaboratore di Cini Boeri per il primo allestimento del Museo nel 2007. La teca è stata progettata con una particolare inclinazione, per presentare il corpo in modo attento alla sua dignità e alle diverse sensibilità del pubblico.

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Bottega milanese, Stocco di Estorre Visconti, acciaio, argento e rame dorato, 1400-1410, particolare; Museo e Tesoro del Duomo di Monza.
© Museo e Tesoro del Duomo di Monza/foto Piero Pozzi

Accanto alla mummia sarà ricollocato lo Stocco di Estorre Visconti, già esposto dal 2007, mentre alcune monete coniate durante il suo governo saranno presentate per la prima volta in questa sezione. I pezzi sono concessi in comodato dai collezionisti privati coniugi Rossin, dell’Associazione culturale Ludovico di Breme.

Pannelli e didascalie, realizzati con il contributo di BCC Carate e Treviglio, illustreranno i risultati delle indagini sul corpo e gli studi storico-documentari e numismatici. Il percorso comprenderà anche le ricerche di Pier Sergio Allevi sullo stocco, di Loris Alessandro Gentili sulle monete e di Marco Emilio Erba ed Elisa Pontiggia sulle fonti archivistiche. Le fotografie di Piero Pozzi contribuiranno a rendere visibili dettagli e particolari dei manufatti.

Un percorso tra scienza e storia

Oltre a esporre la mummia, il progetto intende offrire al pubblico nuovi strumenti per comprendere chi fosse davvero Estorre, quale ruolo avesse avuto nella storia di Monza e che cosa sia possibile ricavare oggi dallo studio dei suoi resti.

Le indagini scientifiche permettono di affrontare domande concrete sulle condizioni fisiche dell’uomo, sulle lesioni e sulla conservazione dei tessuti, mentre le fonti documentarie collocano questi dati nel contesto politico e militare del primo Quattrocento; gli oggetti e le monete aggiungono ulteriori testimonianze materiali sulla vita del tempo.

Visite guidate e conferenze dedicate a Estorre Visconti

Il programma collegato alla nuova sezione prevede visite guidate e incontri di approfondimento sulla figura del signore di Monza.

  • Sabato 7 novembre 2026, ore 10.30: visita guidata in anteprima, su prenotazione e con un massimo di 25 partecipanti, al costo di 25 euro.
  • Domeniche fino a Natale, dalle ore 10.30: visite guidate dedicate a Estorre Visconti, a partire dall’8 novembre.
  • Domenica 17 gennaio, ore 11: incontro con Pier Sergio Allevi sulle armi e le armature al tempo di Estorre.
  • Domenica 31 gennaio, ore 11: conferenza di Loris Alessandro Gentili e Marco Emilio Erba dedicata agli aspetti storici e numismatici della vicenda.

Per informazioni e prenotazioni delle visite guidate: tel. 039 326383.

📘 Notizia verificata ✅

  • 📄 Fonte: Museo e Tesoro del Duomo di Monza
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