Turchia, i droni sorveglieranno i siti Unesco di Sardi e Bin Tepe per contrastare gli scavi clandestini

In Turchia le nuove tecnologie arrivano anche, anzi soprattutto, dove la vastità del territorio rende estremamente difficile proteggere in modo efficace le testimonianze del passato. Nell’antica città di Sardi e nella vicina necropoli dei tumuli di Bin Tepe, due tra le più importanti testimonianze archeologiche dell’Anatolia, è entrato in funzione un nuovo centro di sorveglianza aerea dotato di droni a lungo raggio e sistemi per la visione notturna. L’obiettivo è, soprattutto, quello di contrastare gli scavi clandestini e le altre attività illegali purtroppo assai frequenti, qui come altrove.

Il Tempio di Artemide a Sardi (Turchia)
Il Tempio di Artemide a Sardi (Turchia)

Il nuovo Centro di Sorveglianza Aerea e Sicurezza dell’Antica Città di Sardi, nella provincia di Manisa, dispone di due sistemi UAV, tre sistemi di antenna, postazioni di monitoraggio, grandi schermi e telecamere di sicurezza. Gli operatori, formati e certificati per il pilotaggio dei droni, possono trasmettere le segnalazioni direttamente alle unità della Gendarmeria, permettendo alle autorità di intervenire rapidamente in caso di movimenti sospetti.

Sardi, la capitale del regno di Creso

La scelta del sito è tutt’altro che casuale. Sardi fu la capitale del Regno di Lidia, affermatasi nell’Anatolia occidentale tra l’VIII e il VI secolo a.C. Qui regnarono sovrani come Creso, la cui ricchezza divenne proverbiale; ai Lidi, inoltre, è tradizionalmente collegata la diffusione della moneta coniata, destinata a rivoluzionare gli scambi nel mondo antico.

Il complesso del bagno-ginnasio dell'antica città di Sardi, in Turchia
Il complesso del bagno-ginnasio dell’antica città di Sardi, in Turchia.

A pochi chilometri dalla città si trova Bin Tepe, una delle più vaste necropoli a tumulo ad oggi conosciute. L’area si estende per circa 75 chilometri quadrati e comprende oltre 120 tumuli funerari, tra i quali spicca quello tradizionalmente attribuito ad Aliatte II, padre di Creso e uno dei più potenti sovrani della Lidia.

Una superficie così ampia è difficile da controllare esclusivamente per mezzo dei pattugliamenti a terra. Alcuni tumuli sono stati infatti danneggiati in passato dai tombaroli durante gli scavi clandestini, attività illegali che non solo rischiano di rovinare i reperti, ma cancellano anche le preziosissime informazioni che li accompagnano nei contesti archeologici, compromettendone irrimediabilmente la stratigrafia.

Un modello per la tutela dei siti archeologici

Sardi e Bin Tepe sono entrati a far parte del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2025 come 22° sito della Turchia iscritto nella lista. Il nuovo sistema di sorveglianza rappresenta quindi un progetto pilota che potrebbe essere esteso ad altri siti archeologici del Paese.

Ma non è tutto. La sorveglianza con i droni si inserisce in una strategia più ampia che comprende anche la cooperazione internazionale e il recupero dei beni culturali trafugati. Secondo il Ministero della Cultura e del Turismo turco, dal 2002 sono stati riportati nel Paese 13.474 beni culturali, di cui ben 9.159 soltanto negli ultimi otto anni.

Tra i recuperi più significativi figurano la statua in bronzo di Marco Aurelio proveniente dall’antica città di Boubon, restituita dagli Stati Uniti; le placche architettoniche in terracotta provenienti da Düver; le piastrelle di İznik recuperate nel Regno Unito e in Spagna; i bronzi urartei restituiti dalla Svizzera; la testa di Eros, rientrata dal Regno Unito e ricongiunta al Sarcofago di Sidamara; un pannello musivo proveniente da Zeugma e l’iscrizione della Moschea di Bozgoca, a Şile, restituita dai Paesi Bassi.

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A Sardi, intanto, la tutela si accompagna alla valorizzazione: il sito è stato inserito anche nel programma di visite serali, rese ancor più suggestive dall’illuminazione studiata per il Tempio di Artemide, il Gymnasium e il complesso termale. L’area archeologica può così essere controllata dall’alto anche nelle ore notturne e, allo stesso tempo, viene resa accessibile ai visitatori dopo il tramonto per un’esperienza ancor più suggestiva.

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  • 📄 Fonte: Ambasciata di Türkiye

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