Danimarca, il georadar ritrova un monastero medievale femminile perduto

Di lui non si avevano più tracce da quasi due secoli, ma oggi finalmente i suoi resti sono stati trovati grazie al georadar. Siamo a Roskilde, in Danimarca, in un’area dove il Comune sta valutando di realizzare un parcheggio sotterraneo. Prima che le ruspe iniziassero a scavare, l’indagine geofisica preliminare ha individuato i resti, ben conservati, del monastero di Santa Chiara (Sankt Clara Kloster), importante complesso medievale che si riteneva in gran parte perduto.

Danimarca scoperto monastero Roskilde
Le strutture del monastero evidenziate dalla scansione GPR. Chiare le tracce di muratura nel terreno. Le ali nord ed est del monastero, in particolare, sono ben conservate e mostrano la suddivisione degli ambienti e la presenza di un chiostro interno.
Foto: ©Nationalmuseet/NIKU

Il monastero era ben noto dalle fonti storiche: fondato nel 1256 come convento femminile dell’ordine francescano, appartenente alla comunità delle clarisse, nel 1302 venne distrutto da un incendio e successivamente ricostruito. Dopo la Riforma protestante, i terreni e parte delle proprietà passarono all’Università di Copenaghen e, nel corso dei secoli, le strutture furono progressivamente demolite. Nel 1843 erano ancora visibili parte delle fondazioni e alcune murature, poi definitivamente interrate quando sul posto venne realizzato il Byparken, il principale parco pubblico cittadino, inaugurato nel 1915 con vista sul fiordo di Roskilde.

Fino alle attuali indagini, dunque, non si sapeva ancora quanto dell’antico complesso medievale si fosse effettivamente conservato nel sottosuolo. Ora il “mistero” è stato risolto.

Cos’è il georadar e come funziona

Per verificare l’eventuale presenza di strutture archeologiche, il ROMU – il consorzio che gestisce una decina di musei nelle tre municipalità di Roskilde, Lejre e Frederikssund – ha realizzato una campagna di prospezioni con il GPR (Ground Penetrating Radar), strumento geofisico non distruttivo che utilizza impulsi elettromagnetici per scansionare il sottosuolo o l’interno di strutture permettendo di mapparle senza effettuare scavi.

Danimarca scoperto monastero Roskilde4
Il georadar può essere utilizzato per scandagliare il sottosuolo alla ricerca di eventuali strutture. Foto: ©Nationalmuseet/NIKU

La tecnica permette di localizzare le strutture con una precisione dichiarata di 2-3 centimetri, fornendo indicazioni utili per stabilire dove concentrare eventuali verifiche archeologiche. Il GPR non consente tuttavia di sostituire lo scavo stratigrafico: la natura, la cronologia e la funzione delle anomalie devono comunque essere sempre verificate attraverso indagini archeologiche dirette.

Il georadar svela la planimetria del monastero

Le indagini hanno portato a risultati eccezionali, evidenziando la presenza, a circa un metro sotto il livello attuale del terreno, di diversi ambienti e colonne e di individuare i corridoi del chiostro e una chiesa, collocata nella parte meridionale del complesso.

Danimarca scoperto monastero Roskilde4
L’interpretazione dei dati forniti dalle scansioni georadar. Foto: ©Nationalmuseet/NIKU

Le immagini più nitide provengono dall’ala orientale, che appare caratterizzata da una serie di ambienti chiaramente delimitati e da strutture possenti che potrebbero essere i pilastri di sostegno delle volte.

Secondo l’esperto di geofisica e archeologia Arne Abel Stamnes del Norwegian Institute for Cultural Heritage Research (NIKU) – che ha partecipato alle indagini curate dal ROMU insieme agli esperti del Nationalmuseet – , i dati sono estremamente chiari ed eloquenti, tra i migliori, dal punto di vista qualitativo, mai ottenuti con il georadar in Scandinavia.

Danimarca scoperto monastero Roskilde4
La scansione georadar mostra la presenza delle murature del monastero conservate sottoterra. Foto: ©Nationalmuseet/NIKU

Un monastero importante per la storia di Roskilde

Le ricerche riportano così nuova luce sul monastero di Santa Chiara, uno dei cinque complessi monastici medievali documentati a Roskilde, ma anche, più in generale, sulla storia della città.

Roskilde fu fondata nel 980 circa da re Aroldo I1, che dopo essersi convertito al cristianesimo e aver unificato il regno – lasciando testimonianza di ciò nella famosa Pietra di Jelling -, vi stabilì la sua corte, facendovi anche erigere la prima chiesa (in legno) dell’intera regione.

Leggi anche: Ecco chi ha scolpito la grande Pietra runica di Jelling, il “certificato di nascita” della Danimarca

https://storiearcheostorie.com/2023/09/27/archeologia-ecco-chi-ha-scolpito-la-grande-pietra-runica-di-jelling-il-certificato-di-nascita-della-danimarca/

Sede vescovile, Roskilde rimase il centro commerciale, culturale2 e religioso più vitale del regno fino al 1443, quando la capitale fu trasferita a Copenaghen per volontà del re Eric di Pomerania. A testimonianza dei fasti medievali di Roskilde resta ancora oggi la sua imponente cattedrale, costruita nel 1026 e successivamente riedificata in forme gotiche, mausoleo ufficiale della monarchia danese.

In questo contesto, il monastero di Santa Chiara risulta quindi di grande interesse, anche perché apparteneva a una comunità religiosa femminile.

Il futuro del sito

Il ritrovamento delle strutture rende ora necessario ripensare il progetto di realizzazione del parcheggio. Secondo la normativa danese sulla tutela archeologica, infatti, eventuali opere edilizie devono tenere conto dei resti del patrimonio archeologico e culturale conservati nel sottosuolo.

Al momento, gli esperti del ROMU hanno aperto un tavolo di discussione con il Comune di Roskilde e la Slots- og Kulturstyrelsen, l’autorità danese responsabile della tutela del patrimonio culturale, per decidere i prossimi passi. Si pensa, in particolare, a una serie di saggi archeologici mirati da effettuare nelle aree interessate dalla realizzazione del parcheggio. Le verifiche permetterebbero di confrontare i dati georadar con le evidenze stratigrafiche, valutare lo stato di conservazione delle murature e stimare tempi e costi di un’eventuale campagna di scavo.

L’obiettivo, al momento, resta quello di individuare le parti meglio conservate del monastero che potrebbero essere preservate limitando, per quanto possibile, l’impatto del nuovo progetto edilizio.

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: ROMU ✅
  1. Harald Blåtand (911-985), il cui soprannome – letteralmente “Dente Azzurro”, Bluetooth in inglese – è stato scelto per indicare l’omonima tecnologia di comunicazione wireless. ↩︎
  2. Intorno al 1140 vi fu redatta la Cronaca di Roskilde, una delle fonti fondamentali per la storia della città e della Danimarca medievale. ↩︎

#archeologia #archeologiaMedievale #clarisse #Danimarca #georadar #GPR #monasteriMedievali #Nationalmuseet #NIKU #notizie #ROMU #Roskilde #SanktClaraKloster #SantaChiara #scavi #scaviArcheologici #scoperte