Nel tempo ho visto cambiare tutto attorno a me, nel mondo digitale.
Un tempo le persone erano utenti della rete, e la usavano per fare cose.

Oggi invece, sono le persone ad essere usate dalla rete e dalla tecnologia.

La rete, i social e i vari siti ci dicono cosa dobbiamo pensare, con chi dobbiamo interagire, quali video dobbiamo vedere, e ci intrattengono, mentre noi paghiamo a caro prezzo questo bisogno di distrarci. Solo che la maggior parte di noi non se ne rende conto.

Il web è diventato un posto troppo rumoroso, e troppo spesso lontano da concetti di etica digitale.

Oggi internet è progettato per un solo scopo fondamentale: per catturare la tua attenzione in modo aggressivo, frammentarla e trasformare ogni tuo click in un dato da vendere. Tutto deve essere veloce, istantaneo, senza darti la possibilità di renderti conto di cosa stia succedendo. Possibilmente deve anzi passarti la voglia di capire come funzionano le cose perché, se lo sapessi, probabilmente non le useresti.

Ho scelto di scrivere su questi temi perché la parola scritta impone un ritmo diverso. Richiede lentezza, pausa, riflessione.

Scrivo per offrirti un rifugio da questa frenesia e per aiutarti a capire, senza paroloni complicati (o almeno usandone meno possibile), i meccanismi invisibili che governano i dispositivi che usi ogni giorno. Perché solo capendo come funzionano le cose, puoi smettere di subirle.

Il blog avrà sempre un’impostazione minimalista: la parola qui è l’unica cosa che conta, senza distrazioni.

Per ogni articolo citerò la difficoltà dei concetti espressi, e se occorre rimanderò ad articoli precedenti che sarebbe bene leggere per capire meglio. Ma vedrai che, se mi leggi con attenzione, non ci sarà niente di troppo complicato (ok, qualcosa forse sì, ma lo affronteremo insieme!).

Spero che queste pagine possano esserti utili per iniziare un viaggio meraviglioso, quello che ti porterà a capire le cose, per non doverle subire.