Per anni il centro storico è stato una cosa semplice. Si entrava, si comprava, si usciva. Canneto, San Luca, Campo, Pré. I nomi giusti, i posti giusti, la merce giusta. “C’è Mario.” “C’è Pugliese.” “C’è Claretta”. Claretta c’era già allora, non è una scoperta recente. È solo che adesso ve ne siete accorti. Era un centro storico comodo. Non bello in senso assoluto, bello per chi lo usava. Un posto dove fare affari, portarsi a casa roba buona, raccontarsi di conoscere la città. Poi si tornava altrove. Nel frattempo, però, il centro storico non era solo quello. Non lo è mai stato. C’erano le strade laterali, quelle dove non si passava per caso. Lì non si facevano affari. Lì si viveva. E vivere voleva dire anche vedere cose che non stanno bene nei racconti, cose vere. Tra siringhe, sangue, violenza, persone che “si conoscevano” e “si facevano male”. Non ogni giorno, ma abbastanza da sapere che non era un incidente. Chi ci è cresciuto dentro lo sapeva. Non lo scopriva, lo dava per normale, nel senso più duro del termine. Funzionava così: la facciata pulita, il resto dietro. Un equilibrio imperfetto, ma stabile. Anche grazie a un controllo che non si vedeva, ma c’era. Oggi quel meccanismo si è rotto. Non del tutto, ma abbastanza. Il disagio non è aumentato all’improvviso. Ha cambiato posizione. Si è avvicinato. È diventato visibile. E a quel punto è diventato insopportabile. Non perché sia nuovo, ma perché è sotto casa. Così partono le lamentele. Legittime, per carità. Nessuno ama vivere nel disagio. Ma anche un po’ comode. Perché il bersaglio è sempre lo stesso: chi sta in strada, chi si vede, chi disturba. La parte finale della catena. Molto meno interesse, invece, per chi quella catena l’ha costruita, nutrita, lasciata funzionare per anni. Quelli restano, come sempre, dietro le quinte. Il punto è semplice, e un po’ scomodo. Finché il disagio stava al suo posto, andava bene a molti. Adesso che non ci sta più, non va più bene a nessuno. Ma non è cambiato lui. È cambiata la distanza. E quando la distanza si accorcia, anche la coscienza, se va bene, si sveglia.