Tolentino, il Cappellone di San Nicola riapre dopo dieci anni: il capolavoro trecentesco fu ferito dal sisma del 2016

Dopo circa dieci anni di chiusura, il Cappellone di San Nicola nella Basilica di San Nicola di Tolentino torna ad accogliere fedeli e visitatori. La riapertura arriva al termine degli interventi di consolidamento e restauro eseguiti nell’ambito della ricostruzione post-sisma 2016 e restituisce alla città uno dei più importanti complessi pittorici del Trecento italiano.

Affreschi trecenteschi del Cappellone di San Nicola nella Basilica di Tolentino
Foto: Comune di Tolentino

Il lavoro ha riguardato in particolare l’apparato decorativo: sono stati rimossi gli inserti protettivi temporanei, consolidati alcuni distacchi e recuperata la leggibilità dei colori originali. La copertura dell’ambiente non è invece stata interessata dall’intervento.

Il grande ciclo giottesco-riminese

La fama del Cappellone è legata soprattutto al vasto ciclo di affreschi di scuola giottesco-riminese, realizzato nel terzo decennio del XIV secolo. Secondo le più recenti proposte critiche, la decorazione sarebbe riconducibile a maestranze riminesi guidate da Pietro da Rimini, protagonista della pittura dell’Italia centro-settentrionale negli anni successivi alla diffusione del linguaggio di Giotto.

Le immagini ricoprono la volta e le pareti dell’ambiente, che in origine era la sala del capitolo del convento agostiniano. Nei quattro spicchi della volta compaiono gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa, mentre sulle pareti si sviluppano le storie della Vergine e di Cristo e, nel registro inferiore, quelle di San Nicola. La Crocifissione occupa lo spazio in corrispondenza dell’altare.

Affreschi trecenteschi del Cappellone di San Nicola nella Basilica di Tolentino
Foto: Comune di Tolentino

Al centro del Cappellone si trova l’arca lapidea commissionata nel 1474 dal giureconsulto romano Pietro Millini, sormontata dalla statua policroma del Santo. L’arca, attribuita per il progetto e parte della realizzazione allo scultore fiesolano Francesco di Simone Ferrucci, non custodì però le spoglie di Nicola: dopo un tentativo di trafugamento, il corpo era stato nascosto sotto il pavimento, tra due antichi muri di pietra. La statua è invece riconducibile stilisticamente a Niccolò di Giovanni, nella seconda metà del Quattrocento.

La Basilica ferita dal terremoto

Il sisma del 2016 aveva provocato danni in diversi ambienti della Basilica e nelle cappelle laterali. Il programma complessivo di recupero, finanziato con circa 4,5 milioni di euro di fondi Sisma 2016, è entrato nella fase operativa nell’aprile 2024.

Sono già stati completati gli interventi sulla facciata, sul campanile, sulla copertura e nella Cappella del Santissimo Sacramento, mentre sono in ultimazione i lavori sull’abside. La riapertura del Cappellone segna così un passaggio importante nella restituzione alla comunità di un luogo che unisce arte, devozione e storia agostiniana, e che da secoli rappresenta una delle testimonianze più significative della pittura del Trecento nelle Marche.

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